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In questa sezione viene presentata una scelta antologica di documenti che riguarda l’asilo “Firenze” di Melicuccà, uno dei tre "asili-modello" aperti dall’ANIMI in Calabria.

I documenti sono ordinati secondo un percorso di lettura che consente di ricostruire le vicende dei primi anni di vita de "La casa dei bambini". È possibile, inoltre, approfondire tali vicende consultando ulteriori documenti dell’archivio ANIMI ad esse collegati. È disponibile, infine, per meglio conoscere i luoghi, una serie di immagini della Melicuccà di allora.

 

L’11 febbraio 1911 l’ANIMI inaugurò la sua prima casa dei bambini a Melicuccà, un piccolo paese situato nella parte occidentale della Calabria. “Costruito in legname, aveva due grandi aule e quattro stanzette per le maestre. Le due maestre che scegliemmo per dirigerlo, furono le prime maestre laiche, con patente per scuole materne, introdotte nella provincia di Reggio Calabria” (U. Zanotti Bianco, L’ANIMI nei suoi primi cinquant’anni di vita, Roma 1960, p. 17).

La realizzazione dell’asilo, i cui primi mesi di attività sono ripercorsi in una relazione di Aiace Alfieri, fu resa possibile grazie ai fondi raccolti dal Comitato fiorentino di soccorso per i danneggiati del terremoto del 1908. Il Comitato svolse un ruolo importante anche per l’erezione dell’asilo in Ente Morale attraverso una donazione di 10.000 lire e la diretta partecipazione al consiglio di amministrazione.

Il rapporto con le istituzioni municipali, in particolare il Comune e la locale congregazione di carità, fu di collaborazione attiva, come testimonia una lettera del 1910 del sindaco di Melicuccà, in cui si ringrazia l’Associazione per l’opera intrapresa. La presenza dell’asilo nella vita della comunità è qui ricostruita sulla base dei documenti relativi agli aspetti di vita quotidiana dell'asilo. In alcuni di essi, la cura per l’ambiente scolastico e per l’igiene, l’attenzione nell’accostarsi alle famiglie, per far si che, superando il quasi completo disinteresse per la scuola, si garantisse la frequenza del maggior numero di scolari, sono concreta testimonianza dell’importanza che gli uomini dell’Associazione attribuivano al tema dell’assistenza all’infanzia inteso come problema fondamentale dell’educazione civile e del risollevamento morale di tutto un popolo.